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I cervelli in fuga che rientrano

28 gennaio 2016

Chiamarli cervelli e basta mi sembra un po’ limitante, siamo anche mani e corpo, “anema e core” e non solo testa. Le persone che vanno all’estero non sono sempre degli scienziati, fanno qualsiasi tipo di lavoro, dai camerieri ai parrucchieri.  Comunque, leggiamo un po’ questo articolo, un po’ vecchiotto a dire la verità ma sempre attuale.

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/21/addio-inghilterra-torno-in-italia-anche-se-mancano-lavoro-e-tutele/327644/

In comune con questo signore è che anche io nel 1999 sono andata a vivere all’estero ma sono rientrata in Italia nel 2004. In piena crisi Germanica, quando c’era tutto l’assestamento dei posti di lavoro degli ex-germanici dell’est che erano andati a vivere all’ovest (io ero all’ovest), quando le aziende in Germania tendevano a chiudere e a spostarsi in paesi fiscalmente più appetibili.

Avrei potuto mantenere il mio posto di lavoro, con tanto di ufficio personale e segretaria, ma avrei dovuto trasferirmi a Dresda, ora bellissima città, ma a quei tempi le palazzine in città recavano ancora tutti i segni dei colpi di mortaio e i buchi dei proiettili. Da sola, in una città che non conoscevo ed in una mentalità piuttosto fredda, dove gli italiani erano ancora delle mosche bianche, il salto mi è parso troppo difficile da fare e sono rientrata in Italia, passando da Milano.

Ora andrei all’estero molto volentieri, ma ormai sono troppo vecchia e stanca per farlo, inoltre alla mia età anche per l’estero non sarei più appetibile, visto che purtroppo non sono un genio, ma una persona del tutto normale con qualche problema di salute di troppo.

Tanti se ne vanno, ma molti rientrano dopo pochi anni, per vari motivi, ma principalmente per motivi di diversa caratterialità e diverso calore umano (anche se a volte basta conoscere persone di origine ispanica o greca per sentirsi subito a casa), poi si torna in Italia e per lungo tempo ci si sente spaesati e molto arrabbiati per come vanno le cose qui.  Potremmo davvero eccellere, ma facciamo davvero poco per far funzionare le cose che abbiamo. Combattiamo a lungo contro i mulini a vento (il nostro sistema) e poi ci rassegniamo perchè tanto le cose qui non cambieranno mai in meglio. Ci adattiamo, andiamo avanti sopravvivendo.

Una presa di posizione, mai.

L’ho ripetuto molte volte, se in Germania succedessero le cose che succedono qui in Italia, i tedeschi non lo sopporterebbero come facciamo noi ma avrebbero di sicuro avviato già da un pezzo una guerra civile.

Lo Stato italiano deve prendere posizione. Deve volere il cambiamento del suo stesso sistema, che è marcio fino al midollo. Deve smetterla di prendersela sempre con gli onesti e con quelli che cercano di fare gli interessi del prossimo. La gente deve smetterla di dover pensare che è meglio fare i delinquenti che i bravi cittadini, non solo perchè gli conviene di più, ma perchè così non viene più penalizzata. Siamo a questi estremi. In Italia ogni volta che sei onesto la prendi nel c…., ogni volta che sei sincero ti danno del bugiardo, ogni volta che cerchi di fare qualcosa di diverso ti danno del pazzo. E’ vero o no?

2016©AssociazioneEclettica!Lavoro

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