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Allarme lavoro, no fuori da crisi senza donne (ribadiamo! affinché non se ne dimentichino!)

24 giugno 2015

Dati italiani drammatici, in Europa solo Malta peggio di noi

articolo di Agnese Malatesta preso da Ansa.it dell’ 08/03/2015: 

L’Otto Marzo della crisi denunciava per le donne l’emergenza lavoro. Altro che feste e celebrazioni: nella Giornata internazionale della donna, il diritto da reclamare piu’ forte, per rilanciare opportunita’ e sviluppo, e’ il lavoro. Per le italiane, i numeri sull’occupazione sono allarmanti (lavorano meno della meta’, prendono il 20% in meno di paga rispetto agli uomini) e il confronto europeo drammatico (solo Malta sta peggio di noi). Le occupate sono il 46,1% (2010), il Sud e’ al 30,5% (56,1% al Nord); alto il tasso di inattivita’ (coloro che non cercano piu’ un lavoro) che e’ al 48,9% contro il 35,5% europeo. A dicembre 2011, la disoccupazione femminile e’ cresciuta del 3,2% rispetto ad una anno prima. E quando si diventa madri, una su tre lascia. Gia’ in difficolta’ prima della crisi, ora e’ emergenza vera e propria.

Ecco perché’ serve un’inversione di tendenza: bisogna investire sul lavoro delle donne, anche per uscire dalla crisi e rilanciare il paese. ”La situazione delle donne nel mercato del lavoro e’ peggiorata con la crisi, quantitativamente e qualitativamente, partendo da una situazione gia’ grave” sostiene Linda Laura Sabbadini, direttore del dipartimento statistiche sociali e ambientali dell’Istat. In due anni, dal 2008 al 2010 l’occupazione femminile e’ scesa di 103 mila unita’ (-1,1%); e’ diminuita anche l’occupazione qualificata (-270 mila), e’ aumentata quella non qualificata (+218 mila). Cresce il part-time non volontario e si accentuano le disparita’ anche in famiglia. Favorire l’occupazione femminile vuol dire anche intervenire sul lavoro di cura: ”O si redistribuisce il lavoro di cura fra i generi – osserva Sabbadini – sviluppando la rete dei servizi e il lavoro flessibile o difficilmente potra’ esserci futuro per l’occupazione femminile. I nodi del welfare fai dai te italiano che si basa sul lavoro non retribuito delle donne sono venuti al pettine”. Un 8 Marzo pensando al lavoro per la Cgil che ha scelto lo slogan: ‘‘Le donne vogliono il lavoro”.

Serena Sorrentino, segretaria confederale diceva che la trattativa in corso con il governo sul mercato del lavoro e’ un’opportunità’ per le donne; da questa, ci aspettiamo grandi risposte per i differenziali di genere che vuol dire intervenire sulle disparità’ di trattamento, sul part-time imposto, sull’obbligo dei congedi parentali, sul ripristino della norma che vieta le dimissioni in bianco. Un 8 Marzo con un segno di cambiamento? (Vediamo cosa è stato veramente fatto nel concreto…). Dal governo abbiamo dichiarazioni importanti di volonta’, ora servono i fatti, segnali per invertire la tendenza”. Bisogna puntare sulle donne perche’ ”e’ dimostrato che il lavoro delle donne e’ un effetto moltiplicatore dello sviluppo: un posto di lavoro ad una donna ne crea altri tre per effetto della domanda di beni e servizi”.

Vittoria Tola, responsabile nazionale dell’Udi (Unione donne in Italia) ha commentato: ” siamo costrette a fare i conti con la crisi che dimostra, anche attraverso le misure prese dal governo, che si sta chiedendo molto alle donne senza dare in cambio niente e i diritti conquistati in decenni di battaglie diventano sempre piu’ evanescenti e non esigibili”. ”Il lavoro delle donne oggi – prosegue – riassume una centralità inedita per tutte e interroga sia il Welfare sia le prospettive del futuro. La crisi e le ultime risposte all’insegna dell’austerity, a cominciare dall’ innalzamento dell’età pensionabile, hanno acuito i problemi strutturali di gran parte delle donne e delle lavoratrici. Promuovere l’occupazione delle donne significa innescare un meccanismo economico virtuoso per l’uscita dalla crisi, dando vita ad una società più equa e più inclusiva”. (Bla,bla,bla,bla….ripeto…che cosa si è fatto veramente???non ci basta credere, ora verifichiamo ogni parola che dite, esattamente come voi fate con noi da quando veniamo al mondo!)

Occupazione e tempi di cura sono temi fra loro legati anche per Maria Teresa Roghi, responsabile pari opportunita’ dell’Ugl, per la quale ”non c’e’ niente da festeggiare quest’anno per l’8 marzo”. ”Tuttora, infatti – ha osservato – le donne hanno difficoltà a trovare un’occupazione, e se la ottengono devono combattere per riuscire a conciliare i tempi di vita con quelli del lavoro. Senza contare le forti discriminazioni che ancora esistono a livello economico e professionale”.

From → GENERALE

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