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Cosa fare se non si hanno i soldi per pagare i contributi INPS?

8 novembre 2013

Solo Romeo, muratore da una vita, combatteva ancora per avere la sua pensione – spostata a 67 anni dalla riforma Fornero – e si era indebitato per questo, accendendo due mutui per poter continuare a versare i contributi all’Inps, ma senza avere più i soldi per pagare le rate, perché ormai ridotto a lavorare in nero nei cantieri e da 10 mesi senza stipendio: «Alla vigilia di Pasqua il titolare della ditta è fuggito a Napoli», si lamentava negli ultimi giorni. «Non era un esodato, era molto peggio – racconta commosso Ivo Costamagna, presidente socialista del consiglio comunale di Civitanova e suo vicino di casa -. L’unica volta nella sua vita che mi ha chiesto aiuto è stato 20 giorni fa, è salito su con la moglie a casa mia, al terzo piano e mi ha dato un foglio in cui spiegava che era pronto a fare qualsiasi mestiere per lavorare, per essere a posto». «Manovalanza», aveva scritto Romeo in stampatello.

Ho ripreso in mano un vecchio articolo, ma purtroppo sempre tristemente attuale.

Ne aggiungo un’altro, anche tristemente vero.  Perché lo Stato quando ci rimborsa in ritardo, non paga una Lira (dire Euro, sarebbe chiedere troppo) di interessi, neanche dopo 10 anni…

Negli archivi del Monte dei Paschi di Siena è custodito
un documento, a firma di Giuseppe Garibaldi, il quale, stretto dalle tasse, dichiarava di non essere in grado di pagarle: «Mi trovo nell’impossibilità di pagare le imposte». Il volto di un Fisco imparziale (forse troppo) persino nei confronti di uno dei padri dell’Unità d’Italia. Piccolo dettaglio storico per aprire una questione molto attuale. Attualissima. Ma fino a che punto i contribuenti devono pagare per il servizio di riscossione delle imposte da loro stessi dovute? In termini tecnici si chiama «aggio», una sorta di commissione che l’esattore trattiene ogni volta che riscuote le multe o le imposte dovute, ma non versate dal contribuente. Una specie di tassa sulla tassa, dunque. Che nel caso di Equitalia, fino all’anno scorso, era fissata nel 9% e dal gennaio di quest’anno è stata ridotta all’ 8%. Un mini- sconto, segno di una nuova attenzione verso i contribuenti, che però non basta più. È una soglia che rimane decisamente troppo elevata. Anche perché la commissione si aggiunge alle già pesanti sanzioni e agli interessi dovuti. 

Per essere un sistema EQUO, il tasso che lo Stato vuole ricevere dal cittadino italiano dovrebbe essere pari a quello che paga quando è lo Stato ad essere in ritardo. Come ragionamento mi sembra davvero il minimo…

Cosa fanno negli altri Stati ? Non sei in grado di pagare subito? Lo Stato non li pretende subito, ti dà tutto il tempo per pagarli e non ti calcola un centesimo di interessi in più. L’importante è che paghi.  Invece in Italia cosa fanno?

Se un disoccupato ha un reddito che è  già inferiore al minimo vitale ed è appena stato sfrattato dal suo appartamento perché sono 4 mesi che non paga l’affitto, come fa a pagare le fatture di Equitalia, tra l’altro maggiorate del 8% (al mese, non all’anno!!!)? Sì, perché nel giro di 6 mesi l’importo da 100€ diventa di 600€ ? Non lo so proprio come calcolano quell’8%! Forse lo moltiplicano per il numero di dipendenti Equitalia presenti in ufficio al momento del calcolo?

Guardatele bene voi politici, situazioni come queste. Dire che sono ABERRANTI è davvero dire poco. Come mai cose di questo tipo a voi non capitano mai? Non siete forse cittadini come noi?

Perché la gente per bene come noi, le tasse le vogliono pagare, ma non sanno proprio come fare… Ci autorizzate a spacciare droga o a commettere rapine a mano non armata senza metterci in prigione per pagare i contributi INPS, le tasse e le fatture di Equitalia? Ecco, in quel caso forse potremmo farcela. Sempre se abbiamo lo stomaco di commettere reati di questo tipo. Altrimenti non ci resta che fare tutti Karakiri per lo Stato.

 

From → GENERALE

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