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PEC (Posta Elettronica Certificata) ed Enti non profit

10 settembre 2013

PEC (Posta Elettronica Certificata) ed Enti non profit

articolo tratto da :  Tutto sul non Profit del 30 giugno 2013

Si ricorda, che dal 29 novembre 2011, come previsto dall’articolo 16 comma 6 del DL 185/2008, tutte le società iscritte nel Registro delle Imprese (società di persone e di capitali), devono obbligatoriamente dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC), e di iscriverla nel registro, senza oneri di diritti e di bollo. Benché la norma preveda espressamente l’invio per i soli soggetti “imprenditori”, dalla documentazione disponibile sui rispettivi siti web, sembra che la prassi delle Camere di Commercio sia orientata a prevedere l’obbligo di comunicazione anche per le società semplici.

La disposizione non impone alle società di mantenere pienamente operativa la Pec, con il risultato che una buona parte delle caselle già iscritte non sono operative, perché ad esempio, non sono state rinnovate dopo il primo anno di durata del contratto con il gestore. In definitiva, solo un 10% delle imprese è in regola con la norma e con il relativo obbligo, e per questo motivo, in merito al mantenimento della validità nel tempo della Pec, è in corso di studio una nuova normativa.

Con la comunicazione della Pec al Registro delle imprese, le società avranno una vera e propria sede legale “elettronica” accessibile da chiunque, senza costi, con la consultazione online del Registro camerale. Tra Pubblica Amministrazione, professionisti e società, l’indirizzo di Pec potrà essere usato per le comunicazioni e notificazioni con pieno valore legale di atti e documenti “senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilità ad accettarne l’utilizzo” (comma 9 dell’articolo 16 del Dl 185/2008).

Le società, diversamente dalla Pubblica Amministrazione e dai professionisti, non in regola con la PEC e la comunicazione al registro rischiano una sanzione per omesso deposito nel termine (tre anni, a decorrere dal 28 novembre 2008) che va da 206 a 2.065 euro per ogni società: la sanzione potrebbe (questo andrà meglio chiarito …) scattare anche se si lascia scadere la Pec.

Nonostante si tratti di un obbligo per le società e non per le Associazioni, cogliamo l’occasione per consigliare anche alle Associazioni stesse di valutare la possibilità di aprire una PEC. La validità della mail inviata ha lo stesso valore di una raccomandata, con il pregio di un notevole risparmio sull’invio (l’invio di una mail tramite PEC è gratuito) e la prova certificata dello stesso.

Oggi, 30 giugno 2013, a seguito delle numerose letture di questo articolo (soprattutto nell’ultimo periodo), aggiungiamo a scanso di equivoci quanto si trova sul sito della Camera di Commercio:

Devono aprire la PEC:
Tutte le società di capitali e di persone:

  • le società di nuova costituzione contestualmente all’iscrizione;
  • le società già iscritte alla data del 20/11/2008 e quelle iscritte successivamente, che non vi abbiano mai provveduto, entro il 29 novembre 2011.

Le imprese individuali:

  • dal 19/12/2012 le imprese individuali che si iscrivono nel Registro delle Imprese o all’Albo delle Imprese Artigiane;
  • le imprese individuali già iscritte nel Registro delle Imprese alla data del 19/12/2012, non soggette a procedura concorsuale, devono provvedervi entro il 30 giugno 2013.

Ad oggi non si legge ancora nulla circa l’obbligo per le Associazioni.

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I migliori saluti
Gabriele Aprilep.s. oggi, 28 novembre 2011, il Sole 24 ORE, tramite un articolo, notifica che il termine è stato prorogato di un mese a causa della mole di richieste di apertura di indirizzi PEC.

NDAQS(=nota dell’autore di questo sito): La proroga è andata avanti fino alla fine del 2012 ed anche oltre,  se non sbaglio. Ma io ora guardavo alla possibilità di reperire ancora una qualche forma di PEC gratuita, visto che sono ormai tutte (o quasi) a pagamento. Vediamo se la trovo. In quel caso la metto a disposizione di tutti.

PEC

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