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Uffici per mamme freelance se la soluzione è il cobabying

28 maggio 2013

Si chiama Piano C, è a Milano, ma sta per   arrivare anche a Roma e Trieste. Più di un semplice spazio per il coworking in cui condividere scrivanie, telefoni e sale riunioni per risparmiare sui costi di gestione. Ideato per le lavoratrici, ma aperto anche ai papà, offre servizi di supporto, dalla spesa alla gestione dei bambini. Raffaele Giaquinto: “Una terza via che concilia carriera lavorativa e cura della famiglia”

          Articolo di ALICE FACCHINI

Andare in ufficio, mantenere contatti, essere sempre aggiornate e pronte con il telefono in mano. E poi gestire la casa, badare ai bambini e occuparsi delle faccende domestiche: le donne di oggi spesso hanno troppi impegni e alla fine spesso si trovano a dover rinunciare a qualcosa. Ma una alternativa è possibile? A Milano, dallo scorso dicembre Piano C offre la soluzione. Una nuova esperienza di coworking che offre servizi di supporto, dalla spesa alla lavanderia, dal pagamento di bollette fino alla cura dei bambini, ideato per lavoratrici donne, ma aperto anche ai papà.“Piano C è nato per dimostrare che esiste anche una terza via oltre al piano A (la carriera lavorativa) e al piano B (la cura della famiglia), perché le due sfere si possono coniugare – spiega Raffaele Giaquinto, community manager –. Il nostro obiettivo è proprio l’inclusione di talenti esclusi dalla rigidità del mercato del lavoro odierno, in particolare le donne”.

Il principio del coworking è molto semplice: gli iscritti usano una scrivania, che affittano per un certo numero di ore al giorno. Il resto del tempo la userà qualcun altro: in questo modo si dividono i costi, ma soprattutto si lavora in un ambiente dove conoscere altri professionisti aiuta a fare rete e a crescere, sviluppando nuove idee e aiutandosi a vicenda. Piano C consiste di un ambiente di 250 metri quadri, con un grande open space centrale che ospita 20 postazioni. In più, cinque sale multifunzione permettono di fare riunioni, organizzare corsi (per esempio, sulla scrittura, il primo soccorso pediatrico, i social media) oppure semplicemente rilassarsi un po’. Ma soprattutto – ecco qui la novità – Piano C mette a disposizione una cucina e due aree bambini.

Si tratta di quello che viene chiamato “cobaby”: educatori qualificati sono disponibili dalle 9 alle 19 ogni giorno per intrattenere i bambini e giocare con loro mentre la mamma o il papà lavora. E nei corridoi, nei momenti di pausa, di nuovo si è tutti insieme. Una sala è dedicata ai più piccoli, compresi tra i 3 mesi e i 3 anni, mentre la seconda ospita quelli più grandi. Le professioniste esperte dell’associazione Mitades disegnano un’agenda a misura di bambino, fatta di momenti per sviluppare la creatività, altri per il movimento, la musica, i giochi.

Ma la particolarità di Piano C è anche quella dei cosiddetti “servizi salvatempo”: in orario lavorativo, alcune commissioni vengono delegate, in modo che qualcuno si occuperà della spesa, della lavanderia, di pagare le bollette. “L’idea di poter salvare il tempo è funzionale al nostro modello – continua Giaquinto –, perché proprio il tempo è la risorsa più preziosa che ci sia”. Inoltre, una rete di convenzioni con gli esercenti del quartiere offre prezzi speciali negoziati appositamente per gli iscritti. Vuoi la cena da asporto? Un’estetista? Un personal trainer? Basta prendere accordo e professionisti qualificati si recano a Piano C per offrire il servizio desiderato.

Nato in zona viale Friuli a Milano, l’esperienza di Piano C sta ingranando a ritmi velocissimi. Già 20 persone hanno preso in affitto le postazioni: di queste 18 sono donne e 2 papà. Tra le lavoratrici figurano libere professioniste, imprenditrici, oppure giovani che operano col telelavoro. Ma in rete il network è più esteso: oltre un migliaio i fan su Facebook, poco di meno i follower su Twitter. “Ci consideriamo parte del patrimonio della rivoluzione culturale 3.0 in Italia – conclude Raffaele Giaquinto –. Ora il modello verrà trapiantato anche in altre città: entro la fine del 2013, dovremmo aprire altri tre spazi a Trieste, Roma e di nuovo Milano. L’impatto sociale di questo esperimento sta proprio nella sua replicabilità”.

Sullo stesso principio si fonda anche la Fabbrica dei Mestieri di Brescia.

Questo articolo può interessare particolarmente l’ Auto Mutuo Aiuto di Trento, che sta sviluppando un idea molto simile che si dirige verso il co-housing.

From → GENERALE

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  1. Sulla nostra scia…. | Eclettica !

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