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Personal Training

2 novembre 2012

Personal Training

Con questo PERCORSO si istituisce un nuovo modo di prendere consapevolezza di se e degli altri . La scelta di fondo sta nel porre la Persona al centro del sistema, collocandola in modo di svilupparne e potenziarne la sensibilità e la capacità di cogliere i segnali comunicativi di ogni persona . Partendo dal presupposto, ormai assodato, che la comunicazione umana fruisce per più dell’80% da fattori non verbali e cognitivi, bisogna sviluppare e consolidare alcune modalità che costituiscono un vero e proprio percorso di consapevolezza, che porta l’utente a scoprire un vero e proprio mondo parallelo, fatto di emozioni, di aspetti profondamente umani .

Possiamo iniziare a identificare questo percorso, che sarà ben lungi dalle note ed effimere “tecniche comportamentali”, in quanto il punto di partenza non sono i comportamenti degli altri, bensì il sistema umano della comunicazione e percezione degli stati d’animo . Questa differenza permette alla persona di conoscere ed approfondire le proprie paure e le proprie insicurezze . In questo modo, che è semplice solamente a dirsi, ma tutt’altro che rapido e facile, l’utente inizia a smuovere i fattori che inibiscono la propria fluidità emotiva, inizia così a percepire se stesso e gli altri con una diversa luce .

Avviene una specie di espansione della capacità di capire gli altri con la conseguente minore difficoltà di mediare e accogliere i propri colleghi e competitori inella propria sfera .
Naturalmente tutto questo viene integrato in un lavoro di sviluppo delle conoscenze non solo teaoriche, ma vengono svolte simulazioni specifiche nella direzione necessaria all’utente, basate sulle sue specifiche lacune o carateristiche . I Docenti assistono con massima attenzione allo sviluppo del percorso in ogni dettaglio, determinando così la forza e la qualità del percorso svolto . Nella realtà dei fatti umani, non vi sono “Garanzie” del tipo “soddisfatti o rimborsati”, come alcune volte si legge nelle pubblicità, ma la qualità e la personalizzazione del percorso che offriamo, ci danno il permesso di offrire delle sicurezze .

IL MONDO DELLE REGOLE

Davanti agli occhi di ciascuno di noi sta un mondo complesso, dominato dalle difficoltà, da esigenze, da pressioni e da una struttura sociale che a fatica si sostiene . Viviamo ed operiamo in spazi ristretti come l’automobile, l’ufficio, l’azienda e spesso cooperiamo con persone che, come noi, si devono difendere . Noi ormai facciamo fatica a distinguere cosa ci faccia bene o male, ricorriamo di frequente a sistemi di regole che impostano tutto, dalla digestione agli amici, dagli orari alla attività fisica . Nell’arco degli ultimi anni, chi di noi non ha cambiato almeno tre tipi di attività sportiva, convincendosi ogni volta che era quella giusta ? Oppure, quante volte abbiamo discusso o rideterminato la nostra dieta? Bene ad un occhio profondamente umano risulta evidente almeno un fattore : Le regole e le regole delle regole sopprimono ogni nostra esigenza . Per troppe ragioni le regole hanno sostituito ogni vitalità emotiva, scandiscono ogni secondo della nostra giornata , ma dove sta il bandolo della matassa ? Non potremo certo diventare anarchici ! No, naturalmente. Infatti il percorso che sottoponiamo all’utente non è assolutamente contro le regole, ma al contrario, mira a sviluppare la capacità di riconoscere quando la paura e le sue regole stanno facendo azione dolorosa nella nostra emotività . Le regole di vita ci aiutano, ma spesso non sappiamo più quante ne abbiamo .

LA COMUNICAZIONE

Televisione, radio, giornali, libri, mensili, favole, studio, computer, telegiornali, hanno creato un mondo dove tutto passa attraverso la parola, dove quello che è stato detto e un dato di fatto. E paradossalmente può essere vero, anche se nella realtà individuale di ciascuno di noi la parola ha un peso ben più piccolo e meno assoluto . Infatti a completare ogni concetto che esprimiamo vi sono una innumerevole quantità di altri segnali che vanno a completare ciò che esprimiamo. Stiamo parlando della METACOMUNICAZIONE, ossia la parte non verbale della nostra capacità di comunicare . Essa infatti collabora in quello che esprimiamo, ma non sempre la nostra espressività è coerente con quello che crediamo di dire . In altre parole quando diciamo qualcosa il nostro corpo esprime stati d’animo non sempre coerenti . Possiamo esternare gioia ma tradire con l’atteggiamento delusione, e così via .
Allora, senza addentrarci nella P.N.L. che gia si addentra in se stessa abbastanza da sola, o nella psicologia più o meno analitica, questo percorso porta l’utente a scoprire non tanto le regole per interpretare i comportamenti, ma una ragionevole capacità di osservazione e quindi sviluppare un corretto intuito comunicativo . Quello che in 40 anni di lavoro una persona vivace svilupperebbe comunque, ma che in questo approccio si attua più funzionalmente e con tempi ben diversi .

LA PAURA DI…

Si parla molto della paura e delle sue svariate forme, di come essa ci spinga, ad esempio verso un genere di cinema o generi certi tipi di nervosismi. Poco si dice invece, su come questo strano e sordido sentimento, nasca e si sviluppi nelle persone. Ancor meno si dice di come riconoscere e gestire le nostre paure ed i comportamenti conseguenti. Agli occhi degli esperti la paura non ha certo segreti, però colpisce tutti, in un modo ben nascosto, mimetizzato. Quando sappiamo di aver vissuto un sentimento di paura, in realtà ne abbiamo compreso solo una parte, perciò probabilmente non abbiamo compreso quasi nulla. E questo spiega il perchè sia così difficile sconfiggerla. Attorno a questo sentimento gravitano moltissime delle nostre reazioni, insieme, naturalmente, a moltissimi nostri comportamenti, che simili ad azioni bislacche creeranno nel nostro interlocutore analoghe bislacche reazioni . Insomma essa rappresenta un motore potente con il quale conviviamo quasi inconsapevoli .

IL CORPO

La macchina perfetta del nostro corpo vive in strettissimo rapporto con la nostra psiche ed intelletto . Se a questo sommiamo anche che, proprio perchè essa e perfetta, comunica i sentimenti che viviamo, esterna le nostre sensazioni e diffidenze, può trasmettere al prossimo tutta la nostra comunicazione, allora il quadro della situazione risulta chiaro : Il nostro corpo comunica totalmente chi siamo e come stiamo . Ovviamente questa cosa la sappiamo già tutti, ma non tutti sanno realmente cosa stanno esprimendo con le proprie posture, con le proprie somatizzazioni, con i gesti abitudinari che denotano anche la nostra personalità . Ad esempio molte persone (anzi moltissime ) respirano in modo sbagliato, tenendo contratto l’addome e la schiena, e non lo sanno . Nel percorso di questo training si affrontano e si snocciolano i diversi aspetti funzionali e comunicativi della nostra fisicità, adottando una serie di esperienze atte a scoprire le straodinariecapacità che la natura ci ha donato e che oggi neanche sappiamo di poter usare .

LA VOCE

Questo strumento rappresenta uno dei primi specchi della nostra anima, assieme tradizionalmente agli occhi . Ma certo,per esempio, chi non fa attività canora di studio, conosce assai poco le proprie naturali capacità di emettere la parola forte e chiara senza sforzo, di poter con la sola intonazione suscitare emozioni anche forti, di avere tutto il necessario per incantare un pubblico . Lo si può notare facilmente in certi attori di buona scuola, che usano lavoce in modo misurato e chiaro, con accenti di forza e dolcezza che ci conducono lontano . Nel Personal training che sottoponiamo all’utente la voce e la parola vengono trattate in modo specifico, con la “dizione” ed esercizi per imparare a dare maggiore espressività al nostro comunicare .

IL BENESSERE

Il nostro benessere diviene perciò un motivo portante di tutto il training, l’utente non viene mai forzato a fare o commettere azioni che non senta di fare . Anche per questa ragione il percorso è assolutamente individuale. In un gruppo di persone la cura precisa della attenzione, viene dispersa in un sistema pressapochistico di regole ed enunciazioni, che possono anche piacerci, stimolarci, ma che a conti fatti ci rimarranno distanti e non avranno nel tempo reale efficacia .

AUTORITA’ ED AUTOREVOLEZZA

Questi due termini, simili tra loro, stanno agli antipodi. Il primo rappresenta la forza coercitrice, il potere assoluto, la distruzione della umanità, mentre il secondo identifica la fiducia, la serenità, la strada spianata della qualità della vita . Detto questo ci si pone il problema di quando adottare l’uno o l’altro atteggiamento nei nostri rapporti, nelle nostre relazioni sociali, nelle scelte che professionalmente riteniamo delicate. L’esito di una trattativa o di una relazione professionale è molto diverso, se affrontato con l’uno o con l’altro atteggiamento . Perciò al contrario delle enunciazioni che “spingono” per una grande valutazione di se e un senso di super potenza il percorso che si va a svolgere porta ad identificare le forme e le funzionalità di atteggiamenti che, anche se consueti, hanno grandi potenzialità inespresse .

AGGRESSIVITA’ E FERMEZZA

Anche questa coppia di termini viene spesso abbinata, in quanto, la apparente irrevocabilità della fermezza fa immaginare la presenza di una aggressività minacciosa . Ma non è così . Questi due atteggiamenti scaturiscono da una molteplice quantità di fattori, da segnali che il comportamento umano ha captato ed interpretato . In un rapporto tra due persone,si vede il comportamento di ciascuna in un altrnarsi contino tra queste due posizioni, e paradossalmente nessuna delle due ne è veramente cosapevole . Come possiamo intuire la moltitudine di aspetti della nostra personalità e carattere si svolgono sotto i nostri occhi pur non cogliendone la dinamicità . Alcune persone credono che conoscere queste cose non porti alcuna utilità, e potrebbe darsi che abbiano ragione, ma certo è, che la sensibiltà rispetto alle innumerevoli comunicazioni umane, rimane un fattore universalmente vincente e funzionale alla volontà di migliorare la tolleranza e la qualità dei rapporti umani .

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