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Contratto di lavoro a chiamata

18 ottobre 2012

Dal 18 luglio 2012 il contratto di lavoro a chiamata non potrà più essere instaurato nei fine settimana e neanche durante ferie estive, vacanze natalizie e pasquali.

 

Dal 18 luglio il contratto di lavoro a chiamata non potrà più essere instaurato nei fine settimana e neanche durante  ferie estive, vacanze natalizie e pasquali.

E’ infatti entrata in vigore la Riforma del Mercato del lavoro che modifica le regole per uno dei contratti introdotti dalla Riforma Biagi nel mese di ottobre 2003.

Il contratto di lavoro intermittente potrà riguardare:

–  soggetti con più di cinquantacinque anni di età e con soggetti con meno di ventiquattro anni di età;

– secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi.

Nel primo caso, tuttavia,  tuttavia, le prestazioni lavorative potranno essere effettuate  fino al compimento del venticinquesimo anno di età;  in buona sostanza,  il lavoratore potrà essere chiamato  fino a 24 anni e 364 giorni. Se lavorerà successivamente, il contratto di intenderà trasformato a  contratto a tempo pieno ed indeterminato.

Nella seconda ipotesi, invece,   il Ministero ha chiarito con la circolare n.18/2012 diffusa il giorno di entrata in vigore della legge, che continuerà ad essere efficace il DM 23 ottobre 2004  e pertanto, in attesa che i contratti collettivi regolamenteranno il contratto autonomamente, avrà valore l’intervento sostitutivo ministeriale che ha individuato numerose attività che consentono di assumere lavoratori con lavoro a chiamata per prestazioni di carattere discontinuo.

Peraltro tale provvedimento rinvia ad una tabella analitica di numerose attività allegata al R.D. n. 2357/1923.

Un altro elemento di novità che ha previsto la riforma é l’obbligo per i datori di lavoro di effettuare una comunicazione preventiva alle Direzioni Territoriali del Lavoro. La finalità è quella di prevenire ipotesi elusive in quanto finora la comunicazione veniva effettuata solo prima dell’assunzione ma le prestazioni venivano indicate dai datori di lavoro sul libro unico del lavoro e quindi a consuntivo (il LUL va stampato nel mese successivo alla prestazione).

La comunicazione riguarderà  le singole prestazioni o un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni e potrà essere effettuata  mediante una e-mail anche non certificata, un fax ma anche un sms. Quest’ultima ipotesi tuttavia si presta a qualche perplessità alla luce della impossibilità, salvo procedure specifiche, di dimostrare l’avvenuto invio nel tempo.

Eventuali  violazioni comporteranno l’applicazione la sanzione amministrativa (non diffidabile)  da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

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