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Che cosa significa: “Eclettica!” ?

17 ottobre 2012

Eclettica viene dal termine essere eclettici, l’ecletticità è la Tendenza a far riferimento a teorie, metodi ecc. di carattere diverso.

La parola eclettico significa:

[e-clèt-ti-co] agg., s. (pl.m. -ci, f. -che)
  • agg.
  • 1 Dell’eclettismo; che segue la corrente filosofica dell’eclettismo
  • 2 Che combina teorie e metodi diversi: studioso, pittore e.
  • 3 estens. Che rivela capacità in campi diversi, versatile: giocatore e.
  • s.m. (f. -ca) Nei sign. dell’agg.
  • avv. ecletticamente, in modo e.
  • • a. 1806
Che cosa è la corrente filosofica dell’eclettismo?

  • eclettismo
    [e-clet-tì-ʃmo]
    s.m.
    1 FILOS Dottrina e metodo caratterizzati dalla tendenza a trarre dai vari sistemi filosofici le dottrine ritenute vere, coordinandole e armonizzandole tra loro.Quindi non basta prendere di tutto un po’ ma bisogna saper COORDINARE e ARMONIZZARE  tra loro le diverse forze.
Il termine eclettismo (dal greco eklektekós da ekleghein, scegliere, selezionare) indica, nell’ambito delle arti e delle scienze, l’atteggiamento di chi sceglie in diverse dottrine ciò che è affine e cerca di armonizzarlo in una nuova sintesi. Per gli oppositori dell’eclettismo questo metodo costituisce una acritica e incoerente mescolanza di elementi teorici di provenienza diversa e talvolta contraddittori che lo assimilano al sincretismo nel suo significato più negativo.[1]

Filosofia – un po’ di storia

Panezio di Rodi

L’eclettismo in filosofia indica un particolare indirizzo speculativo che diffusosi in età ellenistico-romana, riuniva in sé più dottrine di diverse scuole filosofiche.

Nelle scuole postaristoteliche dell’epicureismo, dello scetticismo di Filone di Larissa e del cosiddetto “stoicismo medio”, rappresentato da Panezio e Posidonio, si può rintracciare una tendenza eclettica nella concezione comune, pur nella diversità delle dottrine, della felicità intesa come scopo della vita umana e concepita come assenza di passioni.

Comune agli eclettici del II secolo a.C. fu la tendenza a conciliare le filosofia di Platone e Aristotele riportando a semplici differenze terminologiche quelle che erano sostanziali diversità di pensiero. Si deve alla scuola della Nuova Accademia platonica, fondata nell’88 a.C. da Filone di Larissa (159/158 a.C. – 84/83 a.C.) la diffusione dell’eclettismo anche nel mondo romano.

immagine di Filone di Larissa

Le lezioni di Filone che sosteneva la conciliabilità di diverse dottrine nel campo della morale e della politica furono seguite a Roma anche da Cicerone (106 a.C.–43 a.C.) che divenne il maggior rappresentante dell’eclettismo nel mondo romano.[2]

Filone mette da parte l’assunto della scuola scettica di Carneade della sospensione dell’assenso nei giudizi conoscitivi e pur riconoscendo l’impossibilità di una conoscenza certa, tuttavia ritiene ecletticamente che sia possibile raggiungere un sapere stabile nel campo della morale. Altrettanto eclettica è la posizione filosofica di Panezio e Posidonio che sostituiscono alla rigorosa etica stoica il principio della “convenienza” come fondamento dell’azione morale.

Nel mondo romano Cicerone è il principale rappresentante di un pensiero eclettico basato sulla convinzione che la verità coincida con l’assenso universale e che vi sia un principio divino regolatore del cosmo inteso come un organismo vivente e razionale. Il saggio poi vive curando con una vita appartata il suo spirito che affida ad una provvidenza che interviene per il meglio. Principi questi che non valgono come dogmi ma che possono essere oggetto di persuasione tramite l’arte della discussione retorica. Un eclettismo quello di Cicerone tra scienza e retorica che fu modello per la formazione culturale del ceto amministrativo imperiale.

Victor Cousin

A dare una forma sistematica definitiva al metodo eclettico fu Diogene Laerzio (180–240)[3] nella compilazione della Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi dove all’eclettismo delle fonti corrisponde il suo modo di lavorare e esporre.

Nel XVIII secolo Diderot (1713–1784) nella voce “eclettismo” della Enciclopedia difende il metodo eclettico in filosofia opponendolo sia al dogmatismo e al settarismo filosofico che al sincretismo che si sforza di giustapporre confusamente sistemi filosofici contraddittori.

Il metodo eclettico viene sostenuto nello stesso periodo anche da Brucker (1696–1770) che nella sua Historia critica philosophiae «tesse[va] le lodi dell ‘eclettismo, presentando questo metodo come l’unico atto a recuperare nella storia gli apporti validi di filosofie antiche e moderne…»[4]

L’eclettismo si ritrova nel fondatore dello spiritualismo romantico Cousin (1792–1867) e dagli spiritualisti ottocenteschi Johann August Eberhard , J. G. Feder, C. Meiner[5]

Cousin ritiene che tutta la filosofia possa ridursi a quattro sistemi fondamentali che si succedono ordinatamente nella storia: sensismo, idealismo, scetticismo, misticismo; ognuno di questi contiene una parte della verità che il filosofo eclettico deve conservare e completare.[6]

Note

  1. ^ Raimon Panikkar, Pluralismo e interculturalità, Editoriale Jaca Book, 2009 p.159
  2. ^ Luigi Volpicelli, Lessico delle scienze dell’educazione, Volume 1, ed. Piccin, p.48
  3. ^ Luigi Lechi, Le vite dei filosofi Diogenes (Laertius), Tip. Molina, 1842, p.78
  4. ^ Memorie della Accademia delle scienze di Torino: Classe di scienze morali, storiche e filologiche, ed. Accademia delle scienze di Torino, 1977 p.172
  5. ^ Nicola Abbagnano, “Dizionario di filosofia”, Utet, Torino, 1995, pag.272-273, voce “Eclettismo”
  6. ^ V. Cousin, Storia generale della filosofia, Lezione I

Tenete conto che tutti questi filosofi e pensatori sono uomini….e che il modo di pensare della donna è già eclettico di natura, ma non così esente da passioni come si vuol credere. L’idealismo non è del tutto dimenticato: specialmente se certe cose non si hanno mai avute nella vita, si tende ad idealizzarle. Tipico della donna non è sognare, bearsene e fare di un idea della semplice retorica. Tenete conto della concretezza e della praticità tipici della donna, che in fondo mal si sposa con quella che è la tipica e gretta “convenienza” maschile…Per una donna essere eclettica significa anche prendersi il meglio di tutto scartando quello che non le è utile. Significa avere la libertà di ritornare sulle proprie decisioni in qualsiasi momento e di modificare il proprio cammino in base alla situazione e questa è capacità di adattamento oltre che duttilità. Quindi dire che flessibilità è donna non è del tutto sbagliato. Ecco perché inizialmente al nome di Eclettica! avevamo aggiunto “la donna è mobile”, proprio facendo riferimento a questa sua qualità. Ma in genere per gli esseri umani di sesso maschile questo ha solo un significato tipicamente sessuale, di una donna dedita a molti amanti. Come al solito – come se la vita (o l’utilità di una donna?) fosse tutta lì! Abbiamo dovuto eliminare questa specie di motto solo per evitare i risolini stupidi sulla bocca degli stolti…

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